Tema del teach-in
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WEB TEACH-IN:

(IN FASE DI TEST)

 
Come governare la spesa pubblica (Paolo Forcellini) ATTACCHMENT

Perchè non chiedere aiuto ai cittadini ?

Il vantaggio competitivo (Franco Amatori) ATTACCHMENT

Sarebbe interessante valutare il vantaggio competitivo offerto dalla progettualità generazionale, resa possibile dalla speciale reciprocità tra cittadini generata dall'”armonia informativa”.

La prospettiva di un nuovo centrismo (Fabio Todesco) ATTACCHMENT

Ma i centrismi sono proprio necessari ? Per quale ragione le dinamiche geopolitiche debbono essere affidate al governo di una potenza egemone ?

Emergenze ambientali (Francesco Bertolini) ATTACCHMENT

Propongo una discusisone sul tema: Può l'"armonia informativa" essere assunta in alternativa alle ipotesi di dittatura ?

Affidarsi ai cittadini (Giovanni Valotti) ATTACCHMENT

Un interessante tema da sviluppare nel quadro del contributo offerto dall'"armonia informativa". Potrebbe infatti essere adottata come VI^ intervento per modernizzarsi.

Psicologia del complotto (Umberto Eco) ATTACCHMENT

Una buona ragione per diffondere l'"armonia informativa"

Identità collettive … identità individuali … (Messaggio di riferimento: )

L’ammirevole intervento del nostro/a “quasi diciottenne” rappresenta un esempio di quanto sia importante invitare a superare le identità collettive e dare spazio a quelle individuali. Le comunità sono alimentate dall'«armonia informativa» tra gli individui che le formano, dalla espressività e dalla volontà che ognuno può esprimere, sin dalla giovane età. L’equilibrio sociale è sempre legato al prezioso uso della ragione: «La ragione doveva essere  messa al primo posto, perché anche se vuoi contestare la ragione devi fornire delle ragioni» [Amartya Sen, 2006 – Identità e violenza “La priorità della ragione” (pag. 163) – Editori Laterza, Roma-Bari]

Plasmare un'identità

Nella tua sete di conoscenza non avere limite come limite, soddisfala e richiedine perpetuamente. Che essa possa formarti, possa interagire con le tue esperienze trascorse, possa proiettarsi verso un futuro più consapevole, possa mutare quel che è necessario cambiare, che essa possa essere la tua migliore arma di difesa in un mondo che si tinge d'apparenza. Abbi il coraggio di divenire una "mente" pensante, arduo ufficio, ma gloriosa riserva. L'intelletto ti distingue e ti fortifica, puoi frenare la legge dell'appetito o abbandonarti ad essa ma non sarai mai libero. Cos'è la libertà allora? Molti pensano che seguire il proprio istinto equivalga all'essere LIBERI, folle incoscienza! La vera libertà è da se stessi, dal nostro stato di natura, la vera libertà è CON se stessi, con la singola ragione. E' il buon uso di quest'ultima che ci priva da condizionamenti letali per il conseguimento e la formazione della "mente" razionale. La via più semplice è ovviamente la compagnia dell'istinto il quale appaga i nostri bisogni momentanei trascurando e precludendo le aspettative. Non siamo animali destinati ad uno spirito di sopravvivenza, dotati di ragione siamo detentori di un compito ben più arduo e per questo raro da esser intrapreso. Identità individuali si celano dietro parole sussurrate da altri in favore di un credo comune, si nascondono dietro la codardia  timorose nell'esporsi, si reprimono segretamente a causa dell'apatia, della mancanza di motivazioni, di stimoli che le rendano partecipi. Spesso la volontà di mettersi in gioco, di sfidare se stessi senza esser perseguitati dal timore di perdere o dall'ossessione di vincere, semplicemente rivendicando i propri ideali e celebrando valori per la loro realizzazione. All'età di quasi 18 anni mi rendo conto che la mia stessa vita è fondata sulle piccole sfide quotidiane, sulla sete di conoscenza e stimolo intellettuale che può continuamente vivificare la mia personalità. Siamo in una società nella quale l'azione della tecnologia e dei media hanno garantito la civilizzazione dei cittadini e al tempo stesso l'imbarbarimento delle menti sostituite da mezzi che lavorano per noi. Rousseau aveva considerato il progresso regresso, intendo con quest'ultimo quello delle coscienze. L'individuo si aliena per conformarsi ad una collettività alla quale teme di contrapporsi, celando sotto false vesti quell'atomismo individuale che rende differenti gli individui. La storia è il cammino dell'identità collettiva che si afferma tra i movimenti popolari e tra le costrizioni verso un credo imposto anche se non condiviso, identità alternate a rare e singole individualità che hanno saputo distinguersi per rivendicare la propria dignità, spesso tramite dispotismo, saltuariamente con ragione. Sarebbe bello poter credere ancora in una società che possa essere cambiata nella sua mentalità provvista com'è di fonti essenziali per un progetto di rinnovamento e rigenerazione. Plasmare identità che garantiscano alleanze, coalizioni, comunità per l'affermazione e organizzazione di sistemi che alimentino la potenzialità informativa conservando i diritti umani. Filosofica e pungente " la libertà dal timore e dal bisogno". A questo proposito, amante della filosofia hegeliana, cito la figura servo-padrone riportata nella autocoscienza della "Fenomenologia dello spirito". Il rapporto servo- padrone nasce da un conflitto in cui il servo ha accettato di sottomettersi al padrone per evitare la morte. Hegel tende a dimostrare come il servo diventi il signore del suo signore e il signore il servo del suo servo; questo attraverso tre momenti dialettici. PAURA DELLA MORTE: il servo ha provato tale angoscia ovvero il timore di perdere la propria essenza; questo annienta le certezze naturali precedentemente esistenti conducendo il servo verso un'indipendenza dagli oggetti materiali. ( LIBERTà DAL TIMORE). SERVIZIO: il servo mostra di essere indipendente dal signore autodisciplinandosi con il servizio, ovvero controllando le proprie passioni naturali ( USO DELLA RAGIONE), anzi il signore sembra costretto a dipendere dal servizio del suo servo. Infine il LAVORO che consente di plasmare e dar forma alle cose ( IDENTITà INDIVIDUALE). In realtà la filosofia hegeliana celebra la collettività e il cammino teoretico conduce all'alienazione dell'individuo che in quanto tale non dona universalità. Ma è l'acquisizione dell'identità del servo che pone l'accento sulla possibilità di rendere autonomi e liberi se stessi con se stessi. Molti autori presentano l'individuo continuamente calato nella collettività, come possiamo notare in Manzoni. Credo che la collettività debba essere il luogo di affermazione del singolo, per dialogare e comunicare il "lavoro" perseguito con la propria identità, attivando un processo di reciprocità che dia vita ad una consapevolezza e dignità maggiore verso la nascita e crescita di nuovi prodigiosi talenti. E' il continuo rapportarsi onestamente con "l'altro da sè" che fortifica saldamente la personalità del singolo, esortandolo a revisioni, accorgimenti, sfumature e riflessioni che possono essere suscitate solo da un costante confronto che colmi le lacune di ognuno. Una identità che dunque non si alieni per la collettività ma che, rispettosa di sè e portatrice di conoscenza e informazioni, dia valore alla società stessa e alla successiva. Aspirazioni, la corsa al successo, l'ambizione, la competizione sono ben gradite poichè stimolano l'entusiasmo e la fertilità conoscitiva, ma che esse siano oneste, che porgano all'altro un ausilio per porlo in pari con noi, cosicchè possa continuamente stabilirsi un tete-a-tete. Non è una montagna da scalare dove vi sarà la medaglia per chi arriverà primo, bensì sarà un gioco di squadra dove tu cingerai l'altro e lui si arresterà per te. Non saranno sempre solo aiuti, qualcuno si fermerà per sopraffarti, per farti rotolare giù, ed è qui che è importante plasmare la propria identità, per esser provvisti in simili situazioni. Arrivare primo non ti aiuterà in quanto solo non avrai da che imparare e da che comunicare. E' sulla fiducia che si fonda la convivenza civile, ed è la reciprocità il presupposto.

L’uomo è libero solo se riesce ad esprimere se stesso, per perfezionarsi culturalmente e moralmente gli devono essere riconosciuti libertà di pensiero e parola.

Resta dunque chiedersi se sia meglio vivere il momento ed accettare la realtà pensando che essa non ci riguardi e che un singolo non possa cambiare una totalità, o armarsi e provvedere ad un futuro che nel bene o nel male sarà comunque nostro perché plasmato da noi, piccole identità individuali calate nella collettività.

"progettualità generazionale" (Messaggio di riferimento: )
L’approccio egoistico delle attuali generazioni professionali esclude ogni forma di “progettualità generazionale”. Ne consegue che pochi investimenti sono di medio e lungo termine, ovvero promossi nell’interesse di quelle future, lasciando i giovani senza adeguate "utilità territoriali" e soprattutto senza alcun orientamento economico, professionale e sociale.
Incertezza tra i giovani...

Oggi ciò che più è sentito tra i giovani è l’incertezza…

Sia da un punto di vista lavorativo sia dal punto di vista decisionale…

 

Per molti aprire un attività o investire nelle proprie idee risulta difficile e spesso si finisce per non portare avanti idee vincenti per questi timori…

 

La mancanza di comunicazione e di scambio di idee blocca l’iniziativa personale.

 

Personalmente ho trovato questo blocco molto forte e spero che questo movimento aiuti chi ha idee e voglia di fare a trovare altre “menti” con le quali poter collaborare e portare avanti le proprie iniziative.

 

Benvenuti nel web teach-in del Movimento St@mnos

Con particolare emozione, rivolgo il mio benvenuto a tutti coloro che, sin da questa fase di test, parteciperanno al web tech-in organizzato per promuovere il MOVIMENTO ST@MNOS per l’armonia informativa. Le ragioni di questa iniziativa sono molteplici, ma la più importante è certamente quella di saper operare per riservare alla LIBERTÀ DAL TIMORE E DAL BISOGNO la vera condizione di benessere. Nel salutarVi, il più sincero e personale auspicio è di riuscire a crescere insieme affidandosi all'«esercizio della parrhesia».